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Omelia Don Carlo 23 aprile 2024

“Non tenerci nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo apertamente”. Io non dico nulla, dice Gesù: “Le mie opere mi danno testimonianza”. Che segno sono le mie opere? Segno dell’uomo o di qualcosa di più grande dell’uomo? Vi mettono davanti all’uomo o davanti a Dio? Ditelo voi. Io non voglio convincervi, come i venditori che cercano clienti o i politici che cercano voti. Io vi porto la libertà. Voi invece non cercate la libertà, ma qualcuno che vi liberi dalla libertà: che decida per voi. Cercate qualcuno cui vendere l’anima. Ma le anime, io vengo a liberarle, non a comprarle.

Omelia Don Carlo 20 febbraio 2024

“Come la pioggia non torna in cielo senz’aver fecondato la terra, così la mia parola non torna a me senz’effetto”. Con la differenza che la pioggia cambia la terra meccanicamente, la parola di Dio passa dalla libertà dell’uomo: che può lasciarsi fecondare da Dio oppure no. Perché la terra non è libera, l’uomo si. Dio non salva l’uomo se l’uomo non vuole. Dio lo libera: gli mette in mano la vita perché l’uomo ne faccia ciò che vuole. L’uomo si salva se vuole, porta il frutto che vuole. La libertà entusiasma chi la stima, stressa chi la disprezza.

Omelia Don Carlo 13 febbraio 2024

“Guardatevi dal lievito dei farisei”. Sono ipocriti: “ypokritès”, una faccia che non fa trapelare il cuore. E’ un nemico pericoloso: non si vince con la carità, ma con la verità: una verità nuda e cruda, dice Gesù: “Il vostro parlare sia si si no no: il di più viene dal maligno”. E’ la “parresia” dei primi cristiani: dire tutto in faccia, franchezza spregiudicata. Se ci manca questa franchezza è perché temiamo di rompere i rapporti: non crediamo d’esser legati da Cristo. Così i rapporti diventano tossici: perché non respirano l’aria pura e sferzante del vero.

Omelia Don Carlo 5 febbraio 2024

”Lo supplicavano di potergli toccare il mantello”. La potenza di Dio in quell’istante passa dal mantello, ma è irriducibile a quel mantello: l’istante dopo può passare da un’altra cosa. Il mantello è segno effimero. Invece la tentazione è assolutizzarlo, farne un idolo, un segno definitivo, intoccabile. “I veri adoratori, dice Gesù alla Samaritana, adorano Dio in spirito e verità”: con un atto di libertà e di pace. Invece quando il segno diventa idolo dichiara guerra agli altri idoli. Si fanno guerre per tutto: terra, razza, potere. Guerre giustificate da un idolo: un particolare momentaneo adorato come se fosse eterno.

Omelia Don Carlo 30 gennaio 2024

“La tua fede ti ha salvata”. Non il mio potere. Dio non ti salva senza la tua libertà, Dio salva chi vuole esser salvato, chi chiede: la fede è l’atto di libertà più grande. La salvezza senza fede non è umana, non dà gusto né all’uomo né a Dio. Solo nella fede cristiana la libertà è così essenziale e così drammatica. Drammatica perché scomoda: devi pensare, decidere, puoi sbagliare… ma se sbagli chiedi perdono: Dio perdona sempre chi si pente. Ma il peccato di cui è più difficile pentirsi non è sbagliare ma rifiutare la libertà: cercare di vendere l’anima.